Il Nuovo Mondo in questione è Second Life. Lo conoscete in tanti, in tantissimi SIETE GIA' nel Nuovo Mondo. Io, da mesi, lo esploro. Cerco di capirlo e di raccontarlo. Per viverlo non come un videogioco, ma come un universo nuovo, possibile, sperimentale. Viaggio senza valigia, leggero, e senza scarpe. Non mi servono nemmeno gli strumenti classici del mio mestiere: penna e blocco notes. E' un Nuovo Mondo e nuovi sono gli strumenti per raccontarlo, nuove le esperienze, e nuove le persone. Il mio Avatar si chiama Hunk Sands. Cercatelo.
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Nome: hunk sands
Se siete qui mi conoscete bene. Viaggio in uno dei tanti mondo paralleli, quello di Second Life, per raccontarlo. A piedi nudi.
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Naadirah Graves
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Vi parlo di nuovo di Sandra81 Fargis, amica in Sl, ex modella di un calendario solo impostato nella mia vita da fotografo del Nuovo Mondo (fotografo di nudi femminili, chiamatemi scemo...).
Lei il calendario che io ho mollato a metà l'ha terminato, cento volte meglio di come lo avrei fatto io e non si è fermata, altrochè. Pubblicazione, eventi collegati, pubblicità e attività di comunicazione, passaparola sui blog, e chi più ne ha più ne metta.
Il calendario, per chi non lo sapesse, era sexy-cinematografico. Ogni posa era ispirata a un film famoso, da Batman ai Blues Brothers, fino a Tomb Raider. Dal calendario Sandra ha preso l'idea, l'ha sviluppata ed ha realizzato, con una caparbietà e una imprenditorialità che ce ne vorrebbero anche nel Vecchio Mondo, una rivista Sl dedicata, appunto, al cinema nel metaverso. Si chiama Esse Elle Movie Magazine.
Adesso: essendo stato ospitato con una mia dissertazione inutile sul giornale di cui sopra, mi astengo da esprimere giudizi qualitativi sulla pubblicazione, anche perchè vi sarà sufficiente guardarla, "sfogliarla", per rendervi conto da soli.
Copertina dedicata a Moulin Rouge, film di Buz Lurmann, con una supergnocca Nicole Kidman e un dotato (dal punto di vista canoro, per il resto non so...) Ewan Mc Gregor.
Se volete c'è anche un blog dedicato, dove scoprire tutto.
Tanti auguri a Sandra, alla nuova rivista e a tutti quelli che ne rendono possibile la pubblicazione. Viva Second Life, viva il cinema.
Hunk Sands
p.s. Se volete scaricare il calendario, e so che volete, basta un click qui.
Ormai è una formula consolidata: ricevo e, volentieri, pubblico. Nel caso di Naadirah Graves, mia vecchia conoscenza nel Metaverso, ancor più volentieri. E' intelligente e ha un punto di vista mai banale. In particolare è capace di cogliere non solo gli aspetti superficiali del Nuovo Mondo e delle persone che lo popolano, ma riesce a vedere oltre i pixel, la grafica, i facili entusiasmi. Entra dentro le motivazioni e le dinamiche, pure se problematiche. E riesce a indignarsi. Questa volta è incappata nel branco. Leggere, leggere, leggere. E, se vi va, commentare....
Il branco, questo sconosciuto.
Questa forma di aggregazione che caratterizza la specie animale, che nasce per istinto (di sopravvivenza) e che dovrebbe discostarsi dal mondo umano, il quale razionalmente tende a cercare forme di raggruppamento differenti, quelle in cui la coscienza individuale
riesce ad emergere con tutte le sue sfaccettature, le opinioni divergenti, i pensieri…
Il branco che quando purtroppo nasce tra gli uomini assume forme di inimmaginabile violenza, guidata da idee razziste, o da predisposizione al bullismo. E quindi la violenza carnale. Quella negli stadi. La criminalità.
Quel branco che speri di non conoscere mai, io l’ho trovato in rete.
Nell’era della comunicazione virtuale, il gruppo è in via di estinzione. Le persone si chiudono in casa, si immergono in questo mondo di pixel che non è soltanto Second Life, dimenticano i conoscenti con cui generalmente si esce a fare quattro chiacchiere, staccano il telefono, non dormono la notte per passarla davanti ad un monitor. E il giorno dopo, dal loro ufficio, continuano a farsi intrappolare dalle grinfie di mago Internet.
Tuttavia la tendenza resta quella ancestrale di raggrupparsi. Si formano le stanze delle chat, ognuna con tema diverso, e a seconda della scelta del tema vieni classificato. Si organizzano i raduni, si sceglie la preda, la si massacra con l’uso della tastiera.
Ero a Palermo, quando feci parte del primo raduno della mia vita. Ero ancora abbastanza ingenua da ritenere che le persone, pur se unite nello stesso gruppo, difendessero la propria individualità. Niente di più sbagliato quando sei una bella donna e attiri l’attenzione della parte maschile. Ancora peggio se parte della parte maschile sa di non essere guardabile, ha una moglie che ti odia ancor prima di presentarvi perché ha capito che sei pericolosa e una vita sessuale pari a zero. Sei finita. E ti raccontano che prima di te c’è stata un’altra ragazza che ha avuto il tuo stesso trattamento. Vieni isolata e beffeggiata in chat. Pensano di arrecarti danno, ma l’unico danno effettivo è quando vedi coinvolte le persone che scelgono di frequentarti. Per fortuna a pochi interessa preservare l’integrità morale del proprio nickname. 
In Second Life italiana il primo esempio di branco lo vivi nelle community, partendo dai gruppi ufficiali, alle persone che frequentano sempre le stesse land, ai forum. Ovunque ti giri, ti ritrovi spesso a dover faticare prima di sentirti parte di essi, laddove non esistano interessi economici, ma soltanto un desiderio di rivalsa da parte di qualcuno che nel mondo virtuale realizza il proprio sogno di onnipotenza.
Tutto è partito dai miei racconti di escort, pensando ingenuamente di far divertire chi leggesse, e ritrovandomi invece prossima ad una gogna pubblica se non avessi ridimensionato il mio modo di scrivere ritenuto da molti “provocatorio” in senso negativo. La mia pericolosità tornava prepotentemente attuale. Avevo a che fare con donne non attraenti e uomini sessualmente insoddisfatti. Dovevo fare attenzione.
Ma smettere di farsi notare non serve, la gente ti viene a cercare. I voyeurs sono i primi a leggere il tuo blog quotidianamente, cercano con patologica costanza il motivo per cui accusarti di qualsiasi cosa nel momento in cui metti il piede in fallo.
Cosa che succede appena torni a farti notare per una relazione sentimentale reale tra te e un altro personaggio non molto gradito da quei pochi che condizionano in qualche modo la maggioranza, rendendola inconsciamente convinta che se non piaci a loro ci sarà qualcosa di vero per forza.
Tu non sei nessuno nemmeno per te stesso, ti consideri un personaggio virtuale, ma per loro sei più reale dei loro amici che ormai non sanno più che fine hanno fatto. Sei una montagna che si vuole a tutti i costi scalare per poter dire, una volta raggiunta la cima: “Ve la spiego io”, ma i pixel di roccia fantasma si sgretolano sui cervelli intorpiditi dalla droga del metaverso, mischiandosi tra la polvere che ricopre le tastiere e le briciole di pane lasciate sul tavolo da settimane e settimane.
Pensano di anticiparti, e invece sei tu a muovere le pedine di una scacchiera e loro a restare spiazzati. Immaginate me una sera dire al mio compagno: “Facciamo un esperimento a suon di mosse”, e poco a poco spostare le pedine una alla volta. Come un avversario che conosce perfettamente la controparte e sa come risponderà, le reazioni pian piano si susseguono una dietro l’altra. Il branco si rivolta. Noi due siamo spettatori a guardare la scena inizialmente gustandocela, poi un po’ preoccupati pensando alle conseguenze riguardanti queste persone dissociate.
È proprio quando un personaggio del branco vi dice: “Avete fatto una figuraccia davanti a tutti”, “Ora a causa vostra X. non avrà più amici ad ascoltarlo, dovrà trovarsene di nuovi”, che capite di avere a che fare con persone che ne soffrono sul serio. Sono stati notti intere a discuterne. Hanno lasciato i piatti sporchi nel lavandino e mogli a letto ad addormentarsi annoiate per decidere come rispondere ad uno scritto. Hanno finto serenità davanti a tutti per dimostrare una forza inesistente, o sicuramente virtuale, pur di non far trapelare i loro sentimenti di sdegno.
Siete ancora davanti alla scacchiera, mancano le ultime mosse per verificare la caduta isterica del Re, ma le conseguenze potrebbero essere devastanti. Togliere gli adulatori virtuali a questi personaggi significa ucciderli lentamente. Significa sottrargli l’unica dimensione in cui possono esprimere la propria “costruita” personalità (con evidente contraddizione ci si vanta tutti di essere se stessi, dietro la maschera del monitor), l’unica forma di onnipotenza e di sopravvivenza al dolore reale che il destino probabilmente gli ha riservato.
Il futuro prevede forme di telelavoro che ci toglieranno definitivamente il contatto con la società. Io immagino un mondo sempre più virtuale e di conseguenza sempre più violento spiritualmente.
Ancora una volta, sarà la bellezza dell’Arte a salvarci. Quella stessa Arte che permette a noi tutti frequentatori della rete di regalare emozioni.
Bisognerebbe imparare a stare zitti e semplicemente ammirare.
Quando ho chiesto alla mia amica sconosciuta (io la conosco benissimo, a voi resterà sconosciuta per sua stessa scelta) di scrivere qualcosa per The New World, immaginavo una breve descrizione della sua personalissima esperienza nel metaverso. Mi sono trovato con un racconto spettacolare, una sorta di discesa negli inferi ( o di ascesa all'Eden..?), qualcosa che sa di letterario. E' un brano lungo, approfondito, profondo. Ricco di persone, di sentimenti e di piccole verità su Second Life. Piccole, perchè le verità che vivono nel Nuovo Mondo sono miliardi, tutte diverse, tutte personali. Leggete quelle della mia amica sconosciuta. Leggete, leggete, leggete.
Il mio nome è nessuno.
Ridi? E’ vero! Sono un avatar vagabondo, dalla forma inusuale di corvo, piume lucide e becco affilato.
Di solito mi aggiro in una foresta deserta nei dintorni di un aeroporto.
Il mio è un metamondo, fatto di nulla,. Segnali elettronici su un monitor, dati residenti su un server, e un numero impressionante di righe di codice. Second Life. 
Ho rinunciato alla mia forma umana, da tempo immemorabile. Ogni sera (ma è sera?) mi addormento sul mio ramo di pixel, e quando mi risveglio scelgo se volare come corvo, o come pterosauro, o se sputare fuoco in forma di drago. Posso anche essere pantera nera. Anaconda. Ho una bella collezione di shapes animali.
Mi han chiesto più volte perché mi aggiro senza il mio involucro di homo sapiens. Perché vivo in una foresta pressoché deserta. Se c’è un tesoro nascosto in questa foresta, da proteggere. Se mi annoio.
La risposta non è mai una, e non è mai giusta. La verità è che il tesoro nascosto qui non lo custodisco io.
Sono le persone che ogni tanto scopro ad aggirarsi tra gli alberi: donne che si cambiano d’abito, in solitudine editano la loro appearance. Amanti che qui “rezzano” il loro letto o le loro “palline”. Solitari in meditazione che si siedono sulla torre in mezzo al lago e pensano. Temerari che qui preparano il loro missile e si sparano in orbita per ricadere col paracadute. Non mi annoio. E quando succede, prendo il volo e osservo altrove. Questo mondo è immenso.
Incredibile, ma la mia lista di amici è lunga ed interessante.
Mi parlano, perché la mia tag indica che non sono una animazione inerte ma un avi a tutti gli effetti.
Mi raccontano tutto: non ho forma umana, forse sembra che io non giudichi troppo. E’ vero, non mi piace giudicare. Potrebbe poi toccare a me…
Potrei a buona ragione raccontare iniziando con una celebre frase: “ho visto cose che voi umani…”
Ma sarebbe troppo scontato.
Essendo un volatile, comunque, è vero: io sorvolo, guardo, ascolto, e nessuno o quasi si accorge di me, se non osserva la tag, e dall’alto è difficile scorgerla.
La mia amica aviT, è innamorata. Così innamorata persa di aviA che è arrivata al punto di creare altri 2 avi, un maschio e una femmina, e spiare il suo innamorato per vedere se le è fedele.
Soffre,e lo ammette. Non ha molto senso chiedere la fedeltà in questo mondo. Tanto meno controllarla.
Ognuno può essere in ogni luogo, e nessuno può essere rintracciato se non vuole. Alla faccia di radar e scanner.
Il suo uomo svolazza allegramente tra public sex rooms e postacci BDSM, balla con splendide fanciulle e non si sa cosa si dicano in “IM”… ma di sicuro il ballo (il V3) è piuttosto intimo, direi strappamutande.
Lei lo ha beccato sul fatto, anzi, sulle palline, un paio di volte, e si ostina a farsi del male da sola… mi racconta che non riesce a stargli lontano.
Lo asfissia di domande, e come nel mondo reale lui, risponde, nega, fugge e mente.
AviT non si dà per vinta. Lui, sorride, e fa quel che vuole.
Storia normale? Forse. Il fatto di viverla qui fa sorridere, io non sorrido e la consolo. E ascolto. Lei non vuole altro che lui. Ha una bella lista di amici ma li ha pian piano trascurati tutti, per correre da lui ogni volta che lo vede online. Loro ogni tanto la chiamano, un paio di amiche tentano anche di farla ragionare.
Non si soffoca così una persona, non si può pretendere l’esclusività di un rapporto, in nessun mondo di qualunque tipo. Lei annuisce, dice si, e poi ricomincia. A volte, dice, è triste anche nella vita reale per quel che le succede qui.
Non riesce a porre un confine definitivo tra i due posti. A volte pensa ed è persa nel suo pensare anche quando non è connessa...
Sono contento di essere un corvo…
La mia amica aviN invece è una fanciulla libera e padrona di se stessa. Cammina allegra ed a testa alta in questo metaverso, provando tutto. Nulla la turba a fondo, fino in fondo, nulla le prende veramente il cuore. 
Non è fredda, ma per lei il confine tra i due mondi è solido, ed invalicabile.
A volte si chiede come conciliare i "sentimenti" che, umanamente, la coinvolgono qui, con i suoi principi di buona madre di famiglia che ha di “là”…
E ha risolto il suo problema in modo compromissorio, usando questo posto come “amplificatore di sogni”. Un sogno non si racconta, non si vive per davvero, non si realizza in pratica. Quindi, nulla può veramente essere reale. Giusto? Sbagliato? Non lo sa ancora. Ma intanto la tentazione di stare connessi è forte, così lei rinvia il giudizio universale a domani mattina.
Ha mangiato la mela, d’accordo, in questo paradiso terrestre. Ma la mela non è reale… Eva però intanto si nasconde….
AviN ha trovato un bel po’ di amici qua, che ogni volta che lei si connette le corrono metaforicamente incontro. Le dicono che è brillante, simpatica, vulcanica. Eva ha anche riconosciuto il suo “Adamo” in aviS, italiano di un’altra città, con il quale ha intrecciato buona amicizia anche in rl. Non si conoscono, non vogliono conoscersi, la magia sta tutta qua. Non vogliono neppure sapere i rispettivi nomi, e sanno perfettamente che non si incontreranno mai, entrambi sono solidamente ancorati alla vita reale, e nessuno dei due mai si sognerebbe qualcos’altro. Non vogliono altro.
Ma incredibilmente, sono come gemelli: si scoprono a pensare le stesse cose, si rubano le battute, amano la stessa musica, condividono video.
Là, nel mondo reale, è bello parlare e scambiare opinioni sulla musica, e tutto il resto. Qui invece insieme stanno provando tutto, andando in ogni posto, sperimentando i combattimenti, le poseballs, i roleplay, armi e building. Di tutto ridono, di tutto trovano il lato comico.
AviS è spiritoso, molto intelligente, disincantato e sardonico, e prima di incontrare “Eva” si definiva un rispettabile sciupafemmine.
Poi lei lo ha intrigato, a colpi di cervello, tenendogli testa in ogni cosa, e sul filo di un corteggiamento mai sfociato in cyber. Un momento magico che è durato un bel po’, durante il quale nessuno dei due sapeva cosa sarebbe successo, una tensione sottile e sensuale, che attirava entrambi in modo antico, e strisciante. Eva mi ha detto di non aver saputo resistere alla seduzione virtuale, e di averci provato... ma ha guardato in se stessa, e mi ha confessato di essersi un po’ turbata di quel che vedeva dentro sè.
Tutti abbiamo una zona grigia dentro di noi, dove riponiamo le nostre paure e le nostre “colpe”, dove spesso siamo indulgenti e bonari con noi stessi, dicendo al nostro io che in fondo siamo umani, e dandoci amichevoli pacche sulla spalla. Lei ogni tanto ci guarda, e quella volta quel che ha visto non le è piaciuto molto. Allora si è messa a pensare, e se non bastasse, parlare con gli amici. Ha fatto le pulizie di primavera, là dentro, ultimamente, e ora viaggia a cuor leggero.
Non le interessa “fare cyber”, non più di quanto non si sognerebbe di “mangiare” o “dormire”, qui.
AviS l’ha aiutata molto nel suo cammino di introspezione, molta di quell'amicizia è frutto di una meditazione a due. Si potrebbe dire che entrambi conoscono l’animo dell’altro. Mi ha detto che con lui si è “denudata” l’anima, e che è meglio del denudarsi i pixel. Ci sono cose meglio del sesso, ed è vero. Soprattutto qui! A volte con una persona sconosciuta ci si lascia andare a confidenze che mai ci si sognerebbe di fare ad altri.
E’ un confessionale magnifico, nessun prete dall’altra parte, che giudica, nessuna assoluzione.
Ma non c’è grata in cui intravedere un viso o un rossore, non c’è voce che bisbiglia e può essere riconosciuta… non ci sono penitenze. Solo comprensione, se la persona con cui ci si confida è quella giusta. La parola greca “syn pathos” qui calza bene, si sentono le stesse cose, in un’empatia planetaria mai sperimentata prima. Una rivoluzione della comunicazione, uno stadio avanzato e innovativo.
Tutti noi residenti sappiamo di essere “avanti”, in testa ad una spedizione di pionieri della matrice cibernetica ipotizzata da Gibson.
Il mio amico aviH è nato 76 anni fa. Incredibile, non ho scoperto la sua età finchè non me la ha confessata. Una persona simpatica, moderna, intelligente, vivace. Una mente brillante.
Gli piace viaggiare ovunque, curiosare, imparare, parlare. Lezioni di building, lezioni di video. Nuovi softwares. Non disdegna di abbordare le signore, ballare con loro, conversare amabilmente, parla fluentemente l’inglese. Un gentiluomo perfetto e finito, anche se poi inevitabilmente le signore finiscono per sedersi con lui su un lettone, o sull’erbetta fresca. Dopo, lui le ringrazia e le corteggia ancora.
Deve essere meraviglioso passare dalla radio, quella del dopoguerra, alla tv in bianco e nero, a Second Life.
aviH non ha problemi con il computer, è stato il suo lavoro per anni. Ne sa più di me, “pischello” nato ieri.
Guarda youtube, naviga con la curiosità di un ragazzino. Mi stupisce ogni volta per le sue battute spiritose e scanzonate, e per la freschezza della sua allegria. Potrebbe essere un buffone di corte, se giocasse in roleplay. Sicuramente, non un nonnetto.
AviR è una donna incantevole, una ragazza fresca e allegra. Il suo io reale è identico al suo io virtuale, qui non farebbe mai nulla che non farebbe di là, e viceversa...Trasparente, ma ironica.
Ha deciso di essere donna del medioevo e passa il suo tempo in una land di roleplayers, tra incantesimi e combattimenti di stregoni. Un bel gruppo di amici, che giocano insieme. Sta costruendo qui una casa ed il giardino è un eden fiabesco, un’arcadia colorata ed improbabile piena di farfalle e cascatelle mormoranti. Ci si può sedere a prendere il tè, ci si può addormentare su sette materassi tra coperte di broccato, guardare le fontane di luce, carezzare i daini e le pecorelle, girare scalzi e sorridenti…
persino meditare in chiesa. Ci si annoia un po’, forse. Sicuramente un capolavoro, molti builders ne resterebbero incantati. Un posto dove dimenticare tutto. AviR si appassiona, si immedesima nel suo ruolo medievale, acquista abiti da cortigiana del cinquecento. La sua skin è perfetta. La sua anima però mi appare in tumulto, vorrebbe correre a nascondersi in qualche posto irraggiungibile, e giocare “da sola”, giocare “birichino”, giocare senza giudizi altrui o amici paciosi.
Non lo confessa, io lo avverto come un turbamento interiore sopito che forse non sospetta neppure lei.
Un giorno volerà alta, libera e spensierata, più padrona di se stessa che spettatrice compiaciuta della propria esistenza. Ha bisogno di sciogliere il nodo di costrizione entro il suo ruolo di brava ragazza di paese. Ha bisogno di un’amicizia diversa dalla cerchia usuale di persone che frequenta. Forse di maggiore introspezionee un po' di sfacciataggine....
Il brivido del proibito, ecco la mia amica francese aviW. Lei danza nuda, sui pali del pole dancing dell’isola di Java. Lei danza per le mance, per gli occhi appiccicosi degli uomini che si fermano a guardarla.
La sua skin è lucida, di olio e di sudore, i suoi abiti succinti sono al limite del visibile.
Lei sorride contorcendosi sul pole, e facendo scivolare a terra i suoi indumenti. La guardano, le mormorano le loro sensazioni, la loro eccitazione, le lasciano la mancia. Ti piace quel che vedi, baby? Chiede lei. Rispondono. Fuggono intimoriti. Fanno gruppetto forti del branco.
A volte le chiedono anche di andare “sulle palline”, di solito in modo piuttosto volgare… “babe wanna fuck?” “what about a ride?”
Lei sorride. Poi di solito spara una cifra da capogiro, e loro desistono. Un paio di volte han detto di sì, e lei ha dovuto (ha piuttosto, voluto) fare la escort. Ha così risposto alle frasi ed ai gesti sessuali, ed accontentato il "cliente". La cosa l’ha turbata un po’, la prima volta, per la verità. Le sue fantasie si sono accese, mi ha detto, da quando ha fatto questa esperienza, e la sua rl è persino migliorata dal punto di vista sessuale, con il suo partner. Mi racconta che non è che pensi a quel che è successo nel fare metasesso, ma ha scoperto in sé che può provare nuove possibilità, come essere umano, e che ognuno ha le proprie “debolezze?”, i propri momenti di immaginazione vivida... Ne gode col partner, e ringrazia di questo il metaverso. Forse il partner si sta ancora chiedendo cosa diavolo sia successo…
AviD è tedesco di Berlino, e qui lavora come greeter. Dice “welcome” a tutti quelli che arrivano nella sala da ballo. Se ne sta lì in piedi, per un paio d’ore, ben vestito, con un tux da gran gala. Riprende con gentilezza i giovanotti in jeans sfilacciati, che non rispettano il “dress code” e le signorine troppo trasparenti o succinte. Gli ho chiesto cosa lo spinge a lavorare qua, non è forse sufficiente un lavoro nella vita reale? Perché lavorare anche qui? Lui dice che gli servono i linden, per pagare l’affitto della sua casa. Una casa? A cosa gli servirà mai una casa, gli ho chiesto. Mi dice che là si riposa, si rilassa, ascolta la musica guardando il mare. Ci porta la sua donna. Ma come! SL è piena di posti dove meditare e guardare il mare. Posti in cui ci si può sedere con la propria partner, per coccole o per altre cose. Lui dice che a casa propria è differente, più intimo, più coinvolgente.E poi, a casa si possono lasciare tutte le cose che intasano l’inventario… io ribatto che tutto quel che mi serve sta nel mio zaino virtuale, e che meno cose possiedo, meno cose rischio di perdere. Se non hai nulla, addirittura non perdi nulla. Lui non è d’accordo. Casa sua è importante, qui come di là. Ci ha messo un radar, una spia anti intrusioni, un allarme, un software che espelle gli indesiderati dopo qualche secondo.
Finchè parla con me, in privato, in chat pubblica continua a sorridere e a fare complimenti a signorine e gentiluomini. Non mi piacerebbe lavorare con i doppi turni, gli dico. Di “qua”, dovrebbe essere solo divertimento, chiacchiere, esplorazione… un enorme pub virtuale. Ma aviD sorride meglio, e di più. Un vero greeter.
Voi umani, voi avi umani, siete strani.
Io ho molte forme, e molta curiosità, ma mi piace essere così distaccato da tutti i sentimenti (veri, o recitati) che qui prendono forma e consistenza. Ha ragione aviS, che ha spiegato alla sua Eva l’"amplificatore di sogni". Qui si sogna, in modo molto “spesso, consistente”, con gli occhi bene aperti e le dita svelte sulla tastiera.La differenza, terribile e bellissima, è che questo sogno è collettivo.
Un universo di menti che si fondono, di pensieri che convivono, di persone che comunicano in un modo fino a qualche anno fa impensabile, e scambiando pensieri ed emozioni in un modo assolutamente intrigante.
Una bolgia dantesca?
Un quadro di Bosch?…
Hic sunt leones… ma i leoni stavolta hanno una tag che fluttua sulla criniera… non ti mangiano, no.
Ma da qui, non si esce senza trattenere qualcosa nel cuore o nell’anima…
Ci prendo gusto, a far parlare voi. Sono un pò stufo delle mie storielle da viaggiatore, quasi un tour del Metaverso in chiave spesso buonista. Second Life è tutto quello che immaginate, che conoscete, ma è anche luogo di rischi, di stravaganze, di dipendenze e confusioni. Ne ho parlato spesso con Symone, ne parlo con altri amici del Mondo. L'esperienza di Nadiraah, escort virtuale gentile e webcam girl appassionata, è interessante, molto interessante. Giudicate voi. Parla Naadirah.....
Tra peccati e segreti di Second life
Second Life mi è sempre sembrata un insieme di gironi dantesc
hi… le fuck-rooms quello della lussuria.. tutti quei pupazzi impegnati in interminabili amplessi,gli spettatori, i membri in vendita in scatole di cartone, capezzoli realistici, sperma e urina con un click… pose improbabili e capelli fermi a mezz’aria.. url a da pratiche bdsm pre-registrate… gemiti.. sospiri. Come anime in pena gli avatar in ridicole immagini popolano il secondo mondo immergendosi in esso.. e la mia avventura nell’inferno comincia così. Ho iniziato come escort per divertimento, per raggranellare qualche soldo, e ho scoperto il mio talento, peraltro confermato e consolidato grazie a una certa esperienza come operatrice telefono erotico, nell’arte della seduzione. È bastato chiedermi di farlo anche in webcam
per innescare un processo irreversibile che è quello del lavoro della prostituzione virtuale. Da allora, non ne ho potuto più fare a meno.
Il mio avatar è diventato quindi il “ponte” tra i clienti e la mia parte vera, che si presta, corpo e spesso anima, alle fantasie degli uomini proveniente da più parti del mondo.
Ho dovuto migliorare l’inglese, imparare lo spagnolo, ripassare il francese.
Ho dovuto armamentari per migliorare la mia capacità attrattiva.
E nel frattempo ho vissuto Second Life tanto da gioirne e da soffrirne meravigliosamente, accogliendo le confessioni, gli affetti dei clienti, il disprezzo dei perbenisti, l’amore e poi l’odio di qualche uomo, le amicizie di donne intelligenti, la disapprovazione di amici reali.
Ho dovuto posizionare un filo sottile, tra Naadirah e me stessa, per non rischiare di confondere le due vite, e non per improvvisa insanità mentale, ma per un conseguente bisogno di essere più autentica possibile. Second Life mi ha fatto quindi scoprire che la vera me stessa risiede in Naadirah.
Così tante volte mi sono ritrovata a chiedermi, spegnendo quel computer, perché non essere solo lei, perché non vivere facendo la “puttana” sacra di tutti, perché non godere di ogni spettacolo per quello che è, e cioè un incontro di anime, la nudità vera e propria, distinta da quella fisica.
Perché ognuno di essi mi apre il proprio mondo, fatto di solitudine, di voglia di trasgredire, di infedeltà mai rivelate, di insoddisfazione, o semplice voglia di amare una donna che viene pagata e quindi liberarsi del senso di responsabilità che viene fuori in un rapporto tradizionale rischiando di distruggere tutto.
È questo dualismo a caratterizzare la mia avventura in Second Life. Non voglio rinunciare al mio lavoro di impiegata seria, perfettina, un po’ asociale, né a quello di webcam girl pronta ad accogliere tra le sue braccia amanti che in quel seno quasi perdono coscienza.
Quello che viene da domandarmi è: perché non posso essere tutte e due? Perché devo nascondermi per non rischiare di essere flagellata in pubblica piazza?
Perché il sesso a pagamento è visto come una forma bassa dell’animo umano, non come un’arte da condividere e mettere in vendita. Lo stesso discorso vale per un uomo che decide di fare la donna in Second Life: per un arcano motivo deve reprimere le sue fantasie e nascondere la reale identità.
Second Life è dunque un Inferno di peccati, ma anche un covo enorme di Segreti. I Segreti di chi ha scelto questa seconda vita per trasmetterci quella parte di noi stessi che non verrà mai fuori nella prima.
Poco tempo per viaggiare nel Nuovo Mondo, voglia di farvi leggere un punto di vista diverso da quello di Hunk, parlare del fenomeno dell" addiction di Second Life... Tutto questo, oggi, mi porta alla scelta di dare la parola a Symone, Guerriera Fragile. Amica divertente e dolce, ma attenzione: le salta facilmente la mosca al naso. E rischiate di vedervelo affettare, il naso... Eccola. Tutta per voi.
Buongiorno ragazzi miei. Forse avrete sentito parlare di me da Hunk o forse mi avete incontrato di sfuggita nel mio amato metaverso o più probabilmente non avete idea di chi io sia. Non vi preoccupate, nemmeno io so chi sono realmente. Bè, permettetemi di presentarmi allora.
Sono Symone Babii, la fragile guerriera. Appassionata di Gdr (Giochi di Ruolo) e di armi.
La fragile guerriera.... Fragile perchè talmente convinta nei rapporti umani virtuali che si intrecciano attorno al vostro avatar da considerarli paritari ai rapporti reali.
Guerriera perché pochi sono riusciti a battermi con le mie armi.
Le mie due spade leggere da 2nd Sword e la mia spada laser da apprendista Sith.
Due armi, due lame, due mondi.
Samira, prima land gor italiana e Apatros, prima land a tema star wars italiana.
Se vi fate un giro in queste land (e fatecelo perché ne vale la pena) troverete persone reali, av vestiti in maniera strana ma tutti animi che mi hanno regalato qualcosa di speciale.
Su tutti Colui che mi sta aiutando a diventare una Donna… =)
Il mio amore Samira, animo, cuore e testa così grandi da poter ospitare dentro di sé più di un’anima.
Il mio mentore Mauromelg e il mio sensei Simone, che mi hanno dato una mano a trovare dentro di me la forza e il coraggio di battermi con le mie armi per me stessa, per una vita regolare e piena di amore.
Non so per quale motivo tutte queste persone e molte altre mi vogliono bene ma è così. Forse perché ho l’innata capacità di affascinare…. Chi può dirlo. Comunque si, creo dipendenza.
Come molti di voi, nei miei scorrazzamenti in giro per il new world, mi sono imbattuta in Hunk. Simpatico quanto curioso personaggio, grillo parlante, affascinato dalle misteriose profondità dell’animo umano quanto me. Ho accettato di intrufolarmi nel suo blog per darvi una visione complementare del mondo che Hunk tenta da mesi di descrivere. Un mondo in cui il lato oscuro dell’uomo ha una naturale tendenza a mostrarsi. In un mondo dove tutto è permesso. Your world, your immagination.
Intendo parlavi di un aspetto che conosco sin troppo bene. La Dipendenza da Second Life.
Rispondetevi a queste domande:
Vi connettete più di 4 ore al giorno? Sentite la necessità di connettervi dopo tre giorni di essenza da sl? Vi chiedete spesso cosa stia succedendo dentro il new world in vostra essenza? Avete mai mischiato la vostra second life con la real life?
Bè, se avete risposto si ad almeno una di queste domande… io vi consiglierei di chiedervi il perché. Io ho risposto si a tutte e 4 le mie domande due mesi fa e mi sono domanda il perchè. Noia.
La mia real life mi annoiava (sono naturalmente portata alla noia esistenziale, e vi posso assicurare che la mia rl è tutto tranne che piatta e monotona) e mi sono ritrovata ad entrare dentro sl per curiosità. Per gioco. Come tutti voi. Le mia immaginazione e i fortuiti percorsi casuali del destino mi hanno fatto atterrare nel mondo Gor. Affascinate universo parallelo, nutrito dalle idee di forza, onore, appartenenza e possesso naturalmente insite nel cuore umano. Difficile non lasciarsi coinvolgere. Molto si è detto, tanto di sbagliato. La realtà è che anche dopo approfonditi studi e ricerche nemmeno io so cosa è Gor. 
Gor è passione e coerenza con ciò che ci fa stare bene. è un sistema complicato di regole, caste e proibizioni. Punizioni legate dall’amore verso qualcosa di superiore. Nei miei giri mi sono legata anche ad altri mondi, come quello di star wars e a tante altre persone che non appartengono a nessuna categoria ben precisa, a ciascuno dei miei incontri mi ha aiutato a capire qualcosa.
Fatti strani mi hanno portato ad intrecciare la mia vita di studentessa universitaria con quella dell’avatar che mi rappresenta nel metaverse. Second life ha rappresentato tanto bene per me. Tanto. Così tanto che si sono ritrovata a preferire vivere in un mondo di pixel piuttosto che in un mondo di carne e ossa per sempre più sere alla settimana. Ho riflettuto molto, persone molto vicine a me mi hanno aiutato ad aprire gli occhi. E ho fatto una scelta. La mia real life. Ho preso quanto di buono mi ha dato questa esperienza virtuale e l’ho fatta mia. E sono andata avanti.
Lungi da me mettermi sulla cattedra demonizzando sl e facendovi allontanare da esso.
Io amo quel mondo, come potrei dirne male.
L’unica cosa che vorrei fare è farvi riflettere, condividendo con voi la mia storia.
L’unico consiglio che vi posso dare è di fare attenzione. A ciò che siete e a ciò che tendete a diventare.
A chi crede che su sl ci si possa reinventare io dico, fate attenzione ragazzi miei…potreste essere ingoiati dal vostro stesso gioco. Perdere i contorni del proprio animo e ritrovarsi dipendenti dai pixel che delimitano la vostra essenza. Ci si perde là dentro.
Symone Babii, cercatemi.
Vi ricordate Sandra81?
Prima di far traslocare i miei resoconti di viaggio su questo blog, quando ancora la rubrica era pubblicata su Affari Italiani, stavo realizzando con lei un nuovo calendario, dopo il grandissimo successo delle foto sexy di Annievi. Ne avevo scritto anche in una delle ultime puntate. Un fatto che mi aveva provocato non pochi problemi con la mia gelosissima Annievi. Non solo ho fatto il cascamorto in giro durante la sua assenza, ma mi sono anche rmesso di spogliare un'altra modella!
In ogni caso: quando la rubrica si Affari si è interrotta, si è bloccato anche il lavoro per il calendario di Sandra. L'idea era bellissima: un calendario a tema cinematografico. Ogni foto un riferimento, ovviamente senza veli, ad un filmone hoolywwodiano. Il lavoro procedeva bene, seppur tra mille altri impegni, ma Sandra è grintosissima e di certo più organizzata di me. 
A dire il vero qualche divergenza di opinioni tra fotografo e modella c'era stata: io sostenevo che ogni foto dovesse essere quasi di nudo integrale, Sandra voleva che le sue carni digitali fossero un pò più coperte. Divergenze risolte di volta in volta con un pò di delicata prepotenza da fotografo ("Le foto le faccio io, quindi decico io..."). Comunque: Sandra ha proseguito il suo progetto, concludendo da sola gli scatti e coinvolgendo un grafico per l'impaginazione vera e propria. A vedere le foto devo ammettere: sono molto meglio le sue delle mie. Una carriera da fotografo stroncata dopo onorato servizio. Il bello del Nuovo Mondo, per me, è anche questo: posso inventarmi una nuova occupazione senza battere ciglio.
Comunque: nella sua ultima mail, Sandra mi ha raccontato di aver trovato dodici sponsor, uno per ogni fotografia del suo calendario. Ogni sponsor è di fatto una land, che esporrà il calendario in appositi spazi, organizzerà serate dedicate con ricchi pemi. L'elenco di alcune delle land lo potete trovare su Sl news. Io mi limito ad augurare a Sandra ogni fortuna nella sua seconda vita, con la mente che torna alle nostre sessioni fotografiche sulla piramide Maya, sul galeone spagnolo, sui tetti di Gotham City, nella Chiesa satanica e nel Blues' Bar. Spero che la sua grinta sia ripagata da risultati importanti per il calendario e per la sua carriera da modella virtuale. Intanto io pubblico queste foto, anteprima di un calendario che promette bene. Certo, quello di Annievi per me resta l'Unico, ma questo di Sandra è ben fatto e merita di finire in ogni officina meccanica e in ogni cabina di Tir del Nuovo Mondo.
La mia carriera di fotografo di modelle, comunque, finisce qui. Le uniche tette virtuali che fotograferò da oggi in poi sono solo quelle di Annievi. Contenta, Ann?
Una mail, scritta da non so chi, mi avvisa: c'è una nuova sim a ispirazione "romana". Si chiama Roma Centro (coordinate 189, 131, 23) e riproduce una zona piccola ma famosissima della Capitale. Non ho altro da fare oggi e passo dalla posta eletronica al Metaverso con un click. Mi connetto, inserisco le coordinate e mi teletrasporto in questo nuovo angolo di Roma.
Il primo impatto è positivo: il posto è molto diverso dalla più famosa land italiana a uguale ispirazione, Parioli. Molto meno fashion, ma fedelissimo all'originale. In tanti criticano chi usa Second Life per imitare il mondo reale, ma a me piace il confronto. In questo caso la cura dei dettagli è notevole. Il luogo riproduce la scalinata e i dintorni di Trinità dei Monti, con tanto di fontanone del Bernini (l'ha fatto lui, no?). Devo essere tra i primissimi visitatori. In giro non c'è nessuno, eccezion fatta per un avatar della security (lo capisco dalla scritta sulla sua testa), che però non si cura di me e svolazza tra i tetti. Sulla sommità di uno dei palazzi che circondano la piazza noto una stupenda terrazza piena di piante, estensione di un altrettanto bell'appartamento signorile. Chissà quanto costa al metro quadro. Faccio i primi passi verso la scalinata e arriva la scoperta, la più importante. Sulle scale, come nella realtà, ci si può sedere, grazie a fantastiche postazioni per il camping, da 3 o 2 linden ogni dieci minuti. Fare soldi campeggiando, lo sapete, è diventato difficilissimo nel Nuovo Mondo. In tanti l'hanno tolto e le isole che ancora lo propongono sono prese d'assalto ad ogni ora. 
Mentre approfitto della scalinata per rimpinguare le mie finanze dopo aver perso gran parte dei miei averi nel crack di Banca D'Italia Sl, mi contatta una lettrice, Aleda Allen.
Non ci siamo mai incontrati e le propongo di raggiungermi a Roma Centro. Accetta subito il mio teletrasporto e appare, di bianco vestita. Carnagione scura, italiana, la fotografo immediatamente vicino alla fontana. Prima di fare la reciproca conoscenza le chiedo di venire con me a scoprire il resto della sim, almeno dei dintorni. Alla sommità della scalinata c'è un tram: immagino si tratti di un modo per far visitare la zona, ma mi sbaglio. E' solo scenografico, immobile sulle sue inesistenti rotaie. Allontanandosi dalla piazza, in direzione di quella che nella realtà sarebbe Piazza del Popolo (se non ricordo male..), si finisce nel deserto. C'è invece un pezzo di via Condotti, con tanto di targhe delle strade sulle mura degli edifici. Negozi, shop di firme della moda italiana e poco altro. Per ora l'unico aspetto interessante è la scalinata con il camping. Aleda e io torniamo alle scale e ci mettiamo a parlare. E' un ragazza di origini napoletane, vive a Roma, fa la programmatrice informatica. Si definisce "ambigua" e quando le chiedo il motivo mi rivela immediatamente di essere, nella vita reale, bisex. Al momento, mi racconta, ha una storia, complicata, con una donna. Ha 28 anni, vive Sl da vagabonda, anche se ha un lavoro nel Nuovo Mondo. Fa la escort, anche se non ha mai avuto un cliente. Le piace chiacchierare, mi confessa, e finisce sempre a sommergere i potenziali clienti di parole. Simpatica. 
Il locale dove lavora si chiama SSF (Sea, Sex and Fun Escort CLub). Qui non c'è più molto da vedere e le chiedo di portarmici. Un teletrasporto e siamo già lì. Un posto piccolo, in un edificio quadrato, con una donna nuda raffigurata in una gigantografia all'ingresso. Ci sono alcuni pali per la lap dance, il cui accesso è permess
o solo alle escort del club. Ballare al palo le fa incassare 2 linden ogni 5 minuti, una sorta di camping riservato. Nel locale c'è la tenutaria, niente clienti. Aleda si esibisce per me qualche minuto, mentre continuiamo a parlare. In effetti è una chiacchierona, il genere che piace a me. Le chiedo se, nella vita vera, è bella come il suo avatar. Non è un approccio, solo che sono incuriosito dal confronto, dal modo in cui l'entità umane dietro al pc si immaginano e si costruiscono nella seconda vita sotto forma di avatar. Senza problemi mi risponde di si: è bella, si piace e glielo dicono anche gli altri. Sbircio sul suo profilo, nella sezione "Prima vita": nessuna foto, non posso confermare. Il tempo passa ed è il momento di lasciare Aleda e il locale delle escort. Quasi quasi vado a racimolare due linden a Roma Centro. Mi siedo sulla scalinata e mi godo il freddo sole di Second Life. Oppure scelgo la luce "notte" e schiaccio un pisolino.
Che il lato oscuro sia una delle cose che più mi attrae del Nuovo Mondo è cosa nota. Non ho stravaganti perversioni, intendiamoci, ma nemmeno troppi tabù nella mia seconda vita. Motivo per il quale, dacchè ho incrociato nel mio girovagare la realtà del Bdms, ho cercato di avere una "schiava". Niente a che fare, ovviamente, con costrizioni, sottomissione di volontà altrui o cose del genere. Non se ne parla di fare la questua in giro: "Scusa, sono Hunk, ti va di farmi da schiava?". Dubito che a una richiesta del genere possa provocare qualcosa di diverso da uno "Sparisci, sgorbio!". L'unica alternativa che ho trovato è stata quella di chiedere ad una amica. Non vi dico il nome per non metterla in difficoltà, ma poco conta. Non è stato facile convincerla: ha un carattere decisamente all'opposto di una persona sottomessa. Ma è una amica che ha voglia di sperimentare e alla fine ha ceduto. In un paio di giorni ha creato un nuovo avatar, tutto per me, con un nome significativo (guardate le iniziali): Heame Seeds.
Sguardo arrendevole, forme sinuose, rossa di capelli. La prima cosa da fare è comprare un "collare di controllo". Se ne trovano di tutte le forme e colori, basta una ricerca nel Search dell'interfaccia. Nei negozi delle land a ispirazione goreana ce ne sono decine. La funzione di un collare è fondamentalmente questa: si imposta il master come proprietario del collare, per concedere a lui (oltre che alla schiava che lo indossa) la possibilità di inserire i comandi. Ad ogni parola chiave corrisponde una posa della schiava: in ginocchio, a testa in giù, a cagnolino, ballerina di lap dance, in posizione yoga e così via. Heame ed io andiamo in un negozio di collari a fare acquisti e ne compriamo uno per circa 400 linden.
La mia novella schiava lo indossa e provo a giocarci un pò. Non è molto divertente, perchè non consente altro che comandare posizioni particolari. Non c'è alcuna possibilità di interazione e alla fine stufa. Ora che ho una schiava, cosa ci faccio? A parte il sesso digitale, che in realtà non mi diverte granchè anche se un pò di posizioni le sperimentiamo, impostiamo il gioco in un meccanismo di ordini da parte mia, risposte da parte sua, punizioni e gratificazioni. Il mio amico Lukemary Slade, che mi ha introdotto ai concetti del Bdsm, mi ha raccontato che il gioco vero e proprio è sul filo della relazione e della conoscenza reciproca tra schiava (o meglio, sottomessa) e padrone. Ma io, lo sapete, sono un viaggiatore superficiale e non voglio davvero essere un Master nè avere una schiava, voglio solo provare l'ebrezza per qualche tempo. Heame mi porta un alcune land che conosce, dove ci sono poseball per tenerezze, sesso, ma anche massaggi di vario genere, situazioni insomma in cui la mia schiava può dedicarsi al suo padrone.
Ci passiamo qualche ora e in effetti è un gioco divertente e piacevole. Non tanto per la sottomissione in sè, ma per il fatto che dietro all'avatar di Heame c'è una persona che so bene essere molto diversa da questo personaggio che interpreta. Mi diverto a stuzzicarla, magari a sgidarla anche se si comporta perfettamente, per mettere alla prova la sua "resistenza" nel ruolo della donna oggetto.
Un paio di giornate così, giusto il tempo di iniziare ad apprezzare il gioco, che arriva la notizia bomba. La mia amica, quella che anima Heame, non ci sarà per molti mesi. Un viaggio studio negli Stati Uniti, una cosa così. La mia carriera di Master quindi si interrompe bruscamente. Poco male, non era la seconda vita che volevo. Del resto è tornata in giro Annievi, la mia modella e quasi sl-fidanzata. Temo che vorrà farmi pagare tutte le trasgressioni di queste settimane....